13/07/2021

Costituito il Comitato scientifico del Curatorium Beni Tecnici

Appello per la tutela delle testimonianze della storia della nostra civilizzazione

Beni tecnici culturali di insostituibile valore devono essere preservati, tanto nella loro forma materiale che immateriale, per le attuali e le future generazioni. Fanno parte del nostro paesaggio culturale come anche i castelli, i masi, le chiese. Per questo devono essere valorizzati e, ove necessario, rivitalizzati con nuove funzioni.

Su questa tematica il Comitato scientifico del Curatorio, che lo scorso venerdí (9.7.21) ha tenuto la sua prima riunione costitutiva nel Forte di Fortezza, lancia un appello alla collettività intera.

Il patrimonio materiale, sottoposto o meno a tutela monumentale ma comunque a rischio, deve essere colto nel suo significato complessivo, definito “bene insostituibile” ed inserito nella lista di prenotazione (tentativelist) dell’Alto Adige. Questa azione permette ad edifici ed oggetti di uscire dal limbo dell’indistinto e pone i manufatti sotto una nuova luce.

Il Comitato scientifico del Curatorio è interdisciplinare e si occupa del significato sempre maggiore che assumono i Beni tecnici e culturali in Alto Adige. Sarà costituita la rete interdisciplinare e di scambio efficace con Paesi e regioni che perseguono i medesimi obiettivi .

Per sviluppare questa nuova consapevolezza collettiva occorre da un lato coinvolgere maggiormente i giovani, sensibilizzandoli nei confronti della storia della tecnologia e delle sue testimonianze materiali (edifici, oggetti, infrastrutture, processi ecc.), dall’altro la società dovrebbe prendere coscienza della sua responsabilità nei confronti di un più ampio concetto di “Heimat” che la porti ad apprezzare le conquiste pionieristiche.

Dopotutto, nel corso degli ultimi secoli, il lavoro di architetti ed ingegneri ha raggiunto risultati esemplari proprio nella costruzione delle ferrovie e nei settori dell’energia e dell’acqua. Non sono da sottovalutare inoltre le molteplici piccole invenzioni che sono ormai parte integrante della cultura quotidiana e che hanno contribuito a migliorare le nostre condizioni di vita.

Stazioni ferroviarie, centrali idroelettriche e funivie sono, come molte altre testimonianze della tecnica, luoghi dal carattere identitario non solo per chi è nato o vive in questo territorio ma anche per coloro che provengono da altre regioni.

Durante la prima seduta del costituendo Comitato scientifico è stata inserita nella nuova tentativelist

una selezione di opere interessanti che si trovano in una situazione di degrado e di pericolo. Tra queste la torre dell’acqua e il viadotto della ferrovia della Val Gardena, il viadotto di Gleno sulla direttrice della Val di Fiemme, il ponte sospeso a Mules e il deposito di locomotive a Fortezza che, a conclusione dell’incontro, è stato anche visitato.

In questa occasione sono stati dati preziosi suggerimenti per lo smontaggio accurato della struttura di copertura a traliccio. Tale struttura, che è la componente più caratteristica dell’edificio, in seguito verrà utilizzata come tettoia di protezione del parcheggio della stazione. La rimozione ed il deposito temporaneo delle possenti capriate sono attualmente un problema in quanto i binari della ferrovia del Brennero ed il piccolo tunnel ferroviario sul lato del torrente Riol rappresentano un notevole   ostacolo.

Fanno parte del Comitato: Bruno Maldoner, referente UNESCO per la tutela dei monumenti, Austria; Berthold Burkhardt, rappresentante ICOMOS (Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti) Germania; architetto e ricercatore; Josef March, ex Direttore della ripartizione LLPP, Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige, architetto e urbanista;  Helmut Stampfer, già Soprintendente Ufficio Beni architettonici e artistici, Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige; Peter Kasal, Direttore, Ufficio Pianificazione paesaggistica, Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige; Horst Hambrusch, architetto, ricerca e analisi  dell’architettura storica, Innsbruck; Ezio Facchin, ingegnere, assessore alla transizione ecologica e mobilità della città di Trento; Rainer Graefe, professore fondatore dell’Adambräu/Universitá Innsbruck, storico dell’architettura; Arthur Scheidle, Presidente Curatorio Beni tecnici e culturali; Witti Mitterer, sviluppo progetti, valorizzazione e comunicazione beni tecnici culturali.

Con l’istituzione del Comitato scientifico il Curatorio adempie ad un obbligo statutario dopo 31 anni dalla sua fondazione.